Geopolitica delle Terre Rare: L’Europa Sfida il Monopolio Cinese
Le terre rare sono 17 elementi chimici cruciali per la transizione verde e digitale. Oggi rappresentano il nuovo “oro nero” dell’economia globale, scatenando una vera e propria corsa all’approvvigionamento indipendente.
Perché sono fondamentali?
Questi metalli non sono rari in natura, ma sono complessi e inquinanti da estrarre e raffinare. Sono componenti insostituibili per:
- Mobilità elettrica: Magneti permanenti per motori a zero emissioni.
- Energia pulita: Turbine eoliche di nuova generazione e inverter solari.
- Tecnologia quotidiana: Microchip per smartphone, tablet e computer.
- Difesa e aerospazio: Sistemi di guida dei missili, satelliti e radar.
Il monopolio di Pechino
L’Europa si trova in una posizione di estrema vulnerabilità a causa del controllo esercitato dalla Cina:
- 60% dell’estrazione mondiale avviene in territorio cinese.
- 90% della raffinazione globale è centralizzato in impianti cinesi.
- Rischio geopolitico: Pechino ha già imposto restrizioni all’esportazione di gallio e germanio come leva politica.
La risposta della UE: Il Critical Raw Materials Act
- Per azzerare questa dipendenza entro il 2030, l’Unione Europea ha varato una strategia definendo obiettivi interni vincolanti:
- Estrazione locale: Ottenere almeno il 10% del fabbisogno da miniere europee.
- Raffinazione interna: Lavorare almeno il 40% dei materiali all’interno dei confini UE.
- Riciclo urbano: Ricavare almeno il 25% dei metalli dal recupero dei rifiuti elettronici.
- Diversificazione: Massimo 65% di forniture da un singolo Paese terzo.